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PERCHE’ IL CONIGLIO FA LA PIPI’ SUL DIVANO

PERCHE' IL CONIGLIO FA LA PIPI' SUL DIVANO - Allevamento conigli Nani

 Molto spesso accade che un coniglio abbia acquisito la buona abitudine di non fare i propri bisogni fuori dalla lettiera ma anche quella un po’ meno buona di fare pipì sul divano.

Molti di voi mi chiamano chiedendomi il perché di questa azione e la motivazione è questa.

I conigli nascono in natura in gruppi di 5/6 membri ed ognuno di loro ha un odore che lo rende unico e diverso da un altro. Quando un coniglio viene acquistato e portato in una casa, specie se non ha un compagno, riconosce i propri padroni come parti del suo gruppo e si sente anche lui un membro a tutti gli effetti sviluppando quindi la necessità di marcare con il suo odore i posti dove ci sono gli odori più marcati degli altri membri, in questo caso il divano o anche il letto.

Questa è una brutta abitudine se la si vede dal lato pratico di dover poi ovviamente pulire il divano, ma da un altro posso assicurarvi che è un fatto sociologico molto positivo perché significa che il vostro coniglietto si è integrato perfettamente nella vostra famiglia a tal punto da volerne far parte marcando con il proprio odore i posti impregnati dei vostri, è come se vi dicesse: OK IO VI HO ACCETTATO E VI RAGALO IL MIO ODORE!! Ricordatevi che un coniglio ha un olfatto molto sviluppato e se per voi un divano non emana alcun odore, per un coniglio invece è il contrario.

In ogni caso sarebbe meglio brontolare ogni volta che l’animale sporca fuori dalla sua lettiera altrimenti potrebbe acquisirla come abitudine senza cambiarla più.

di Valentina Vignoli – Allevatore

COME EDUCARE IL VOSTRO CONIGLIO NANO

educare coniglio nano alla lettieraCOME EDUCARE IL VOSTRO CONIGLIO NANO – Allevamento conigli Nani
Come abituare il coniglio a fare i bisogni in cassetta
In linea di massima i conigli scelgono istintivamente uno o pochi posti (generalmente angoli) per urinare e depositare la maggior parte dei pellet fecali. Per quanto riguarda l’urina, per abituare il coniglio ad urinare in un determinato posto, spesso basta solo mettere una cassetta all’interno della gabbia nel punto in cui ha già deciso di sporcare. Per le feci, generalmente è sufficiente fornire al coniglio un posto dove si senta sicuro e che sappia non possa essere invaso da altri. Risulta molto importante quindi che la gabbia diventi a tutti gli effetti la sua tana. Ci sono però dei fattori che condizionano queste positive abitudini. Tali fattori possono essere propri dell’animale (età, funzionalità ormonale, stato di salute etc.), oppure esterni ad esso (gestione della gabbia, tipi di cassetta e lettiera, stress etc.).

INFLUENZA DELL’ETA’
In linea di massima i conigli adulti sono più facili da educare rispetto ai giovani, soprattutto se molto giovani. La capacità di imparare di un coniglio aumenta con la crescita e l’esperienza. Inoltre l’istinto territoriale proprio degli adulti, se correttamente orientato già indirizza l’animale a depositare feci ed urine vicino alla tana.

INFLUENZA DELLA STERILIZZAZIONE
I conigli raggiungono la maturità sessuale a 4-6 mesi, a questo punto l’influsso ormonale fa si che inizino a marcare il territorio, il che si manifesta spesso con spruzzate di urina su varie postazioni del presunto territorio La sterilizzazione (sia nel maschio che nella femmina) diminuisce fino ad eliminare questa necessità. Quindi l’evacuazione fisiologica verrà più probabilmente effettuata sulla cassetta da lettiera.

TIPI DI LETTIERA
Quando si sceglie il tipo di lettiera bisogna tenere in mente che:
Spesso i conigli passano molto tempo sulla lettiera della cassetta
I conigli assaggiano sempre qualche pezzo di lettiera
L’urina di coniglio ha un odore molto forte
Le lettiere consigliate sono di materiale organico, in particolare fatte di erba medica, avena, carta etc. Si può utilizzare il fieno, in questo caso va cambiato frequentemente in quanto il coniglio lo mangia.
Sono sconsigliate le lettiere di trucioli di legno morbido resinoso come pino o cedro, poiché le esalazioni emesse sembra possano causare danni epatici.
Altresì sconsigliate sono le lettiere per gatti, alcune delle quali sono state associate ad intossicazione da zinco.

PRO E CONTRO DI VARI TIPI DI LETTIERA
Lettiere d’argilla: polverose, l’aspirazione di tali polveri può predisporre a polmoniti. Le sostanze deodoranti contenute possono essere tossiche
Lettiere agglomeranti: se ingerite o aspirate possono agglomerarsi nell’apparato digerente o respiratorio del coniglio.
Segatura di cedro: le esalazioni possono causare danni epatici
Tutolina: può andare bene ma non controlla bene gli odori
Fogli di carta da giornale: buon potere assorbente ma non controlla gli odori
Segatura di pioppo: sicura e con buon potere assorbente
Pellet di polpa di carta: buon potere assorbente ed un discreto controllo degli odori
Pellet di erba medica o avena: controlla bene gli odori, ma mangiato in quantità eccessiva può causare problemi
Pellet per alimentazione conigli: sconsigliato per conigli in soprappeso

Considerazioni sull’uso dei pellet alimentari come lettiere
Un coniglio giovane userà normalmente e la lettiera e la sua ciotola sia per prendere il cibo, sia per fare i bisogni.
Per accelerare i tempi di apprendimento è utile spostare il più spesso possibile il cibo sporcato nella lettiera e lavare la ciotola del cibo ogni volta che si aggiunge nuovo cibo.
In linea di massima i conigli mangiucchiano i pellet nella lettiera quando sono appena messi e freschi, quando si sporcano perdono di interesse.
Alcuni conigli urinano e defecano nelle loro ciotole del cibo volontariamente. Questo soprattutto in un coniglio recentemente introdotto in un nuovo ambiente rappresenta un avvertimento per gli intrusi: “questo è il mio piatto!!!”.

TIPI DI GABBIA
La grandezza della gabbia è importante, deve essere sufficientemente ampia per contenere comodamente la cassetta dei bisogni, i contenitori per il cibo, i giochi etc., e da permettere al coniglio di muoversi e distendersi completamente.
La cassetta dei bisogni va posta nell’angolo dove già il coniglio va ad urinare.
Il coniglio di solito deposita i pellet fecali all’interno della gabbia e tutto attorno ad essa, per marcarla come propria. Questo non significa che non ha imparato a fare le feci nella cassetta.
E’ molto importante che il coniglio identifichi la gabbia come di sua proprietà, cosicché quando la lascia per il più ampio mondo della casa, distingua quest’ultima dalla propria tana (la gabbia) ed eviti di marcarla.
Per favorire questo riconoscimento è molto importante “rispettare” la tana:
Lasciare che il coniglio esca dalla gabbia di propria volontà, senza cercare di catturarlo fino a che si trova all’interno.
Quando si trova all’esterno non bisogna catturarlo e metterlo forzatamente dentro, altrimenti la gabbia diverrà una prigione e non una casa. Bisognerà invece indurlo ad entrare “volontariamente”, per esempio incalzandolo verso la gabbia dicendo una parola chiave o facendo un rumore a cui possa associare il significato “è ora di rientrare”, come “nanna” o il battito delle mani (o entrambi).
Se sono testardamente impuntati a non voler entrare, li si può portare davanti alla porta aperta della gabbia spingendoli ad entrare (senza cacciarli direttamente dentro)
Effettuare le operazioni di pulizia della gabbia e degli accessori (ciotola, beverini etc.) dopo che il coniglio è uscito dalla gabbia.
Stesso discorso vale per il riempimento delle ciotole del cibo: è bene che siano molto vicine alla porta, in modo da limitare l’ingresso delle mani e delle braccia all’interno della gabbia (invasione di territorio). Oppure effettuare l’operazione quando il coniglio è “fuori casa”.
Stesse regole generali valgono anche quando i conigli non vivono in gabbia, ma hanno a disposizione uno spazio nella casa. Bisogna identificare il loro territorio, segnarne i confini e rispettarlo.
Anche se si ha intenzione di lasciare il coniglio libero per casa è bene iniziare con piccoli spazi a disposizione.
Inizialmente si lascerà il coniglio libero in un piccolo spazio attorno alla gabbia aperta. Quando si sarà bene abituato a questa situazione (utilizzo della gabbia per mangiare, dormire e fare i bisogni) si concederà gradatamente più spazio. Se viene messo a disposizione da subito uno spazio eccessivo, dimenticherà dov’è la sua tana o non riconoscerà più la gabbia come tale e considerando tutta la casa come tana perderà le buone abitudini di utilizzo della gabbia.

COME ABITUARE NELLA PRATICA IL CONIGLIO AD UTILIZZARE LA CASSETTA DEI BISOGNI
I conigli imparano facendo la cosa giusta ed essendo ricompensati per questo e non tramite errori e punizioni, bisogna quindi metterli nelle condizioni di poter fare solo la cosa giusta.
Due punti essenziali nell’insegnamento ad usare la cassetta da lettiera sono:
Attenta osservazione
Tempismo
I conigli generalmente “dicono” dove e quando vogliono eliminare.
In genere eliminano pochi secondi dopo essere usciti dalla gabbia o dopo aver fatto l’ispezione preliminare dei dintorni. Molti conigli manifestano segnali corporei come indietreggiare verso un angolo, alzare la coda e rilassare leggermente le orecchie. In alcuni casi vanno direttamente dove hanno urinato il giorno precedente.
Conoscendo questi segnali si possono tempestivamente disporre delle cassette dove serve e cercare di abituarli ad usarle costantemente. Non serve a nulla metterli nella cassetta dopo che hanno urinato e defecato, anzi in questo modo gli si insegnerebbe ad andare nella cassetta dopo aver eliminato.
Ecco alcuni punti utili che possono risultare utili durante il periodo di “insegnamento”:
Cominciare con una cassetta nella gabbia, ed una o più cassette nello spazio di libertà
Se urina in un angolo della gabbia, diverso da quello dove è presente la cassetta, spostare quest’ultima su quell’angolo
Non allarmarsi se usa la cassetta per distendersi. Anzi, più utilizzano e divengono confidenti con la cassetta più facilmente la useranno.
Una volta che il coniglio si sarà abituato ad utilizzare la cassetta nella gabbia, lasciarlo girare nell’area di libertà
Se va in un angolo dove non c’è una cassetta, o solleva la coda nell’atteggiamento tipico, o produce un singolo suono battendo le zampe, portarlo gentilmente alla gabbia ed alla sua cassetta o ad un’altra cassetta dell’area di libertà. Questo va fatto gentilmente e con precauzione, in modo da non dare l’impressione che la gabbia o la cassetta dei bisogni rappresentino una punizione
Una manciata di fieno, di prezzemolo, di pellet, un pezzetto di mela o un gioco nella cassetta possono essere motivo di attrazione
Quando avrà usato la cassetta le prime volte, elogiare il coniglio e dargli un premio (alimento particolarmente gradito)
Quando sarà abituato a fare i bisogni nella cassetta della prima stanza lasciata a disposizione, si può cominciare ad ampliare l’area esplorabile
Questo processo deve essere attuato con calma e pazienza. Se l’area di libertà diviene ampia (magari fino a comprendere tutta la casa) sarà bene aumentare il numero di cassette dei bisogni
Una volta che sarà abituato ed userà abitualmente le cassette si potrà cominciare a diminuirne il numero. Inizialmente più cassette si utilizzano meglio è.
Conviene mantenere una certa routine giornaliera. I conigli sono animali piuttosto abitudinari.
Punizioni e rimproveri non servono nell’educazione dei conigli. In linea di principio bisogna far associare l’utilizzo della cassetta a qualcosa di piacevole e non a paura e punizioni.
Se il coniglio fa troppi errori, spesso significa che almeno inizialmente ha troppo spazio libero a disposizione e poca supervisione. L’area di libertà in un coniglio non ancora abituato alla cassetta dovrebbe essere limitata ad una sola stanza contenente tante cassette. Una volta abituato ad usarle si riduce di numero e si amplia l’area di libertà, fornendo il nuovo territorio di cassette.
Si deciderà poi se, quante e dove lasciare cassette oltre a quella all’interno della gabbia.
Alcuni conigli amano lanciare la loro lettiera fuori della cassetta, per ovviare a questo problema si può tentare di utilizzare cassette coperte o diversi tipi di lettiera.

MINZIONE FUORI DALLA CASSETTA DEI BISOGNI
A volte i conigli emettono l’urina ad una certa distanza all’indietro, che in questo modo finisce al di fuori della cassetta. In questi casi conviene:
Utilizzare una cassetta coperta
Alzare le sponde

SE IL CONIGLIO URINA O DEFECA APPENA FUORI DALLA CASSETTA DEI BISOGNI (SOPRATTUTTO SE PRIMA ERA ABITUATO AD UTILIZZARE LA CASSETTA DEI BISOGNI)
Le cause più comuni di questo comportamento sono:
patologie urinarie
problemi comportamentali
territorialità

PATOLOGIE URINARIE
Infezione/infiammazione delle vie urinarie
Sabbia vescicale
Calcoli vescicali
Malattie renali

PROBLEMI COMPORTAMENTALI
Una volta eliminate le cause mediche tramite una visita veterinaria, vanno valutate quelle comportamentali. Generalmente la causa va ricercata in una rottura della routine, come: riduzione o aumento improvviso del tempo a disposizione fuori dalla gabbia, ospiti per casa, introduzione di nuovi animali, spostamento della gabbia, eventi emozionali intensi (in positivo o negativo) etc.
Qualsiasi sia la ragione il coniglio si sente insicuro e cerca di ricostruire la propria fiducia sottolineando la propria firma (la firma è rappresentata dai pellet fecali nella gabbia e nella cassetta, la sottolineatura da chiazze di urina e mucchietti di pellet accanto alla cassetta ed alla gabbia). A meno che la causa non sia ancora in corso, nel qual caso può essere rimossa, la sua identificazione non è così importante. Il punto importante non è cosa ha scatenato l’alterazione comportamentale, ma l’abitudine che ne deriva. E’ importante agire al primo insorgere del problema, perché più tempo passa più il comportamento si fissa. Più la cattiva abitudine si ripete più è probabile che diventi una costante.
Come risolvere la situazione:
Confinamento in gabbia e nell’area circostante
Elogiare i comportamenti appropriati
Ripetizione dei passi base dell’educazione alla cassetta
Osservazione e vigilanza durante il tempo fuori della gabbia
Tale metodo non è necessariamente efficace al 100% poiché determina anch’esso una variazione della routine, cosa che spesso è causa dell’instaurarsi di una cattiva abitudine.
Purtroppo non vi sono alternative. L’importante è cercare di agire con cambi minimi alla routine.
Un trucco può consistere nell’aggiungere una cassetta dei bisogni nell’area di movimento libero; questa novità, associata magari al posizionamento di qualche frammento di alimento particolarmente apprezzato al suo interno, può invogliare il coniglio ad entrare nella cassetta per investigare. Una volta dentro, spesso fanno qualche bisogno, ed allora il gioco è fatto.
E’ importante comprendere che questo processo richiede tempo e possono essere necessarie settimane per ripristinare il comportamento corretto.

TERRITORIALITA’
L’introduzione di un nuovo coniglio può scatenare la minzione sul pavimento vicino alla cassetta, vicino alla porta della gabbia, etc. A volte l’abitudine al nuovo coniglio può far rientrare il problema.
MINZIONE DI PICCOLE QUANTITA’ IN GIRO PER LA GABBIA ANZICHE’ UTILIZZARE LA CASSETTA DEI BISOGNI
Anche in questo caso ci possono essere cause sanitarie e comportamentali. L’emissione di piccole quantità di urina in giro per la gabbia può indicare un’infezione urinaria. In questo caso è necessaria una visita veterinaria. Quando viene esclusa una causa sanitaria bisogna ricercare altre cause, che spesso sono riconducibili all’instaurarsi di una sensazione di insicurezza che spinge a marcare il territorio.
COSA FARE SE IL CONIGLIO INSISTE AD USARE UN LUOGO DIVERSO DALLA CASSETTA PER URINARE
Nei casi in cui sono state eluse le cause sanitarie e comportamentali “patologiche”, spesso la cosa migliore è giungere ad un compromesso: mettere la cassetta dove il coniglio ha deciso di fare i bisogni.

ERRORI PIU’ COMUNI CHE POSSONO PORTARE A DEI COMPORTAMENTI ELIMINATORI INAPPROPRIATI
LASCIARE IL CONIGLIO FUORI DALLA GABBIA SENZA SUPERVISIONE
In questo caso, come abbiamo già detto, non si permette una corretta identificazione del territorio e non si riescono a correggere precocemente i comportamenti non voluti.
AVERE FRETTA
La fretta e l’ignoranza del normale comportamento del coniglio non permettono di trovare il giusto equilibrio tra le indiscutibili e naturali necessità dell’animale e la convivenza con l’uomo.

Il comportamento

Trattandosi di un animale destinato a vivere in ambito familiare, spesso a contatto con bambini, è interessante conoscerne un pò più da vicino i modelli comportamentali che si rifanno in gran parte a quelli che si hanno allo stato selvatico. Nelle situazioni naturali i conigli formano colonie e gruppi sociali non particolarmente numerosi (circa 8-10 soggetti fra maschi e femmine). I piccoli restano nel gruppo sino alla maturità sessuale: per i maschi si instaura una competizione con i maschi adulti che tendono a cacciare i giovani dal gruppo, che raggiungeranno altri gruppi. Più frequentemente le femmine restano invece nel gruppo originario.

Fra i componenti del gruppo si instaura una gerarchia che è più spiccata nei maschi che non nelle femmine. Ovviamente i maschi dominanti sono quelli più maturi e forti presenti nel gruppo e i rapporti di gerarchia si fanno più stretti durante le stagioni riproduttive ad ognuna delle quali le nuove lotte per la definizione delle gerarchie portano anche a nascite di nuovi gruppi.

Il rapporto con il proprietario

Il rapporto con il proprietario - Allevamento conigli Nani

L’abitudine del coniglio a vivere in gruppi e a socializzare con i suoi simili ne agevola la capacità di adattarsi all’ambiente domestico e di realizzare un buon rapporto anche con l’uomo.

Quando l’animale è perfettamente a suo agio e rilassato, disponibile ad accettare il contatto con l’uomo, assume una posizione distesa e appoggia il mento al suolo. Al contrario la testa sollevata, l’occhio vigile e mobile, le orecchie tese a percepire i suoni, sono segnali di irriquietezza.

Il coniglio emette anche suoni il cui significato può essere di distensione e tranquillità come un particolare battere dei denti che ha qualche similitudine con le fusa del gatto. Sempre con i denti può però emettre un suono assai diverso, un digrignare che è associato a una situazuione di malessere. Soffi e sbuffi indicano che l’animale è nervoso e in posizione di difesa (ad esempio della prole) e possono precedere atteggiamenti aggressivi. Altri suoni e rumori sono ottenuti battendo con impeto le zampe posteriori sul terreno e in natura sono associati alla comunicazione nei confronti del gruppo di un pericolo imminente. Anche nell’ambito domestico il coniglio conserva questo comportamento per manifestare irrequietezza e timore per una situazione che l’animale percepisce come pericolosa.

Corse in circolo più o meno confuse e irregolari, attorno al proprietario mimano l’approccio sessuale che avviene in natura nel maschio nei confronti della femmina e che nell’ambiente domestico possono essere tradotti come un segno di un positivo rapporto nei confronti dell’uomo. Non di rado sono accompagnati dal leccamento della mano e da colpetti alla stessa con il muso, che hanno un ugual significato.

Il rapporto con altri animali

Il rapporto con altri animali - Allevamento conigli Nani

CONVIVENZA CON ALTRI ANIMALI

Con il CANE ci vuole molta prudenza e farli incontrare con molta gradualità, dipenderà poi dal carattere del cane, prima di lasciarli liberi e soli assicurarsi che il cane non sia troppo aggressivo e lo notate se ha di solito comportamenti analoghi con gatti, piccioni e piccoli animali.

Attenzione ai cani da caccia che per istinto naturale andranno a caccia del vostro coniglio! Anche se il cane è di buon carattere potrebbe mettersi ad inseguire il coniglio spaventandolo a morte causandogli un infarto.

Attenzione anche ai cuccioli che potrebbero “usarlo” come gioco che diventerebbe mortale per il coniglio. Con i cani come i Cavalier King non ci sono problemi di convivenza, i miei conigli quando sono a casa vivono liberi in casa insieme a Willy sotto il mio controllo. (in foto cucciola di Cavalier King dell’allevamento “Dei Piccoli Demoni” ).

Con il GATTO

Con il GATTO - Allevamento conigli Nani

Con il GATTO possono diventare davvero molto amici, se il gatto è già grande, bisogna fare attenzione che non veda il coniglio come una preda, farli incontrare sempre con gradualità e sotto sorveglianza. In generale la convivenza è impossibili con animali predatori(es. furetti)

In foto un gatto di proprietà dell’allevamento “Royal Birmans”